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10月25日 E' pur sempre tardi Anche se ho rimesso l'orologio un'ora indietro. Ed il pavimento gelido è già pieno di briciole. Scarpe qua e là, vestiti sulla poltrona, sul letto, sopra la sedia. Si vede che sono tornata. E sabato vola via di nuovo. Sai, non ce l'ho con te..è che mi sento fuori luogo tutte le volte. Magari sono asociale. O forse, per quanto io ci provi, non riesco a digerire tutta questa gente che mastico da anni. Cosa mi aspetto in fondo? Guardo troppi film e nient'altro. Ma c'è sempre qualcosa che mi sfugge e che non riuscirò mai a capire. Dove sta il mio problema? Cosa vorrei sentirmi dire...quale immagine vorrei vedere prima di andarmene..quale musica...quale sapore...quale ricordo. Va tutto così bene, ma manca sempre qualcosa. Da quanto tempo non sono ubriaca di felicità? Da quanto non saltello per il corridoio di casa, canto, abbraccio le persone fino a sentirmi stupida...ma tremendamente felice. Eppure sono quasi sicura che il problema sia effettivamente dentro di me, in conflitto col mio cervello. Senza alcun dubbio. Ma sono tristemente consapevole del fatto che, in fondo, IO NON CAMBIERò MAI..e questo implica forse che io debba rimanere incompleta ed insoddisfatta per tutta la vita? Non può essere. Perché facendo due calcoli e tirando le somme, arrivo pienamente a capire che la mia situazione sarebbe sempre e comunque la medesima, qualunque persona minimamente NORMALE io avessi accanto. E allora sono così idiota da non reagire a me stessa? 10月22日 Trip Eppure dovrei essere felice. Sono dieci giorni che aspetto impazientemente che arrivi domani. Ma ho paura di qualcosa che non riesco a definire. Un po' di pioggia non ha mai ucciso nessuno, no? O almeno credo. Una corsa sotto l'acqua, un salto sull'ultimo autobus col peso di un borsone sulle spalle..ed un treno preso al volo. Quanto mai potrà essere difficile? E' che sono semplicemente arrivata al limite e prendo il tutto come una continua sfida lanciatami dalla Vita. Non si tratta forse di questo? Nel momento in cui acquisisco forza, questa avanza distruggendomi da dentro, violentemente. Basta veramente così poco per dimenticare i loro volti..le loro voci...le loro espressioni? Ho assaporato la vita frenetica, forse per la prima volta durante questi anni. E sono fuori dal mondo, da un po' di giorni. Così fuori che riesco a vedere me stessa e sento che mi manca un po' di calore. Così faccio un viaggio mentale tra i ricordi che mi restano...Le foglie rosse sfumate di giallo cosparse sul vialetto di casa e il profumo del castagno al mattino presto. Quanto amo l'autunno. Il cielo bianco dei pomeriggi di Ottobre e l'umidità che penetra appena nelle ossa. La domenica mattina (in fondo odio la domenica) in cucina, seduta a terra davanti al forno con le mani appoggiate sul vetro e il profumo dell'uva e le felpe appena stirate sul cesto in corridoio e la coperta verde sul letto. Poi il caffè bollente sulla scrivania, davanti al computer, nel pieno silenzio della casa, le conversazioni con lui appena prima di pranzare. Il suo sorriso da dietro il finestrino, il bacio di "bentornata" e le dita un po' fredde tra i capelli morbidi. Un abbraccio caldo, una risata condivisa davanti all'ennesimo film e le unghie sulla trapunta e lo sguardo penetrante, poi due parole sussurrate nell'orecchio. Mi manca. Mi manca tutto. E non mi abituerò mai ad altro, neanche se le situazioni dovessero impormelo. Piove e fa freddo. 10月19日 Tutto quello che non sopporto. Non pensavo potesse fare tanto freddo qui. Sento il gelo nelle ossa, parte dalla nuca e scende fino alla punta dei piedi. Ogni mattina, appena apro gli occhi gonfi di stanchezza, ubriaca di film e di viaggi in macchina. Eppure vedi...Vedi che la prima cosa a cui penso è...Odio saperlo. Odio il fatto di non dover riuscire a capire ogni sua singola parola. Odio dover interpretare. Resto col dubbio, nelle mie gelide mattine, ma capisco che in fondo il bello dell'amore è proprio questo. E come vorrei dover essere interpretata anche io. Ma i miei occhi trasparenti, fissi su di lui, dicono tutto quello che vorrebbe sapere. E non posso evitarlo. Solo a distanza di un paio di anni posso analizzare, comparare, stendere una cronologia dei fatti che hanno segnato la mia vita. Fa impressione. Fa veramente impressione ripensare a tante situazioni. Dovrei rivedermi su uno schermo per poter credere di aver fatto determinate cose. Eppure è così e nonostante tutto non penso proprio di voler tornare indietro. Semplicemente non sopporto di stare lontana da lui. Non sopporto dover essere paziente. Non sopporto il fatto che non legga niente. Che in fondo sta scritto qui per me, non per lui. Stupida, tendo sempre a distribuire certezze a chiunque. Che cazzo distribuisco certezze, eh? NON-VOGLIO-FARLO. Ma lo faccio lo stesso, perché è nelle mie corde. Così come è nelle mie corde avere paura. Ed ogni sera mi addormento col proposito di risvegliarmi migliore, o quantomeno diversa. Ma non penso succeda davvero. No, evidentemente non succede. E' ancora lunedì, dopotutto. E poi che accadrà? Come saranno queste giornate? Che farò? Dove andrò? Come mi sentirò? Ho fretta di saperlo, ma non riesco a capire quanto tutto questo non sia possibile. Non sono paziente, non lo sono mai stata. E me lo stava insegnando bene. Ma in certi momenti davvero non ci riesco e torno ad essere peggio di prima. Meglio nascondere tutto, forse...Forse. 10月16日 Un'altra nota Che sgorga dalle sue vene, noncurante di ciò che io vedo in lui con i miei stessi occhi. E tu lo sai il male che fa quella scossa che mi attraversa il corpo. Maledetta tecnologia, senza dubbio, ma ho veramente bisogno di scrivere, l'ho acquisito da mio padre. E adesso scrivo, nonostante io abbia una fretta tremenda. Mi chiedo se dopotutto sarò in grado di godermi questo evento. Oggi, domani, dopodomani e via discorrendo. Me ne faccio una ragione, devo arrivare a venerdì prossimo. E lo sai quanto sia difficile. E lo sai che abbiamo bisogno di una mano. Sai che non posso fare nulla per evitarlo e allora mi chiedo dove sei. Mi chiedo SE ci sei, ma suppongo di saperlo. E mi domando poi se sia un segno o meno, se siano i capricci delle persone insoddisfatte della propria vita a riversarsi violentemente sopra di noi. E cosa devo raccogliere, cosa devo seminare. Hai la minima idea del buco nero che avverto dentro? Hai la minima idea di cosa mi sono sentita vomitare addosso da persone come loro? "PERSONE"? Bugie, stronzate...niente di più e loro lo sanno bene. Ma ce ne accorgiamo solo noi. La quantità di fattori esterni che hanno tentato di schiacciarci. E niente di tutto questo è dipeso da noi. Niente. E allora che devo fare adesso? Sono ben consapevole di essere immatura e forse ne avrò ancora per molto. Ma il bisogno di rifugiarsi in cose stupide spesso è tanto forte da non poterlo evitare. Poter fare qualcosa di concreto. E' il desiderio che mi accompagna tutte le notti. E abbracciare forte il cuscino sperando che una parte di quel calore arrivi a lui, cosciente del fatto che non sia possibile. Lo vedi? Mi vedi, quanto vorrei fuggire a volte, abbandonare tutto e risvegliarmi tra le sue braccia. E vederlo sorridere. E sorridere io per prima. Forse non rendo bene l'idea. |
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